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23. Per chi torna dalla campagna

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La bella costruzione verso la fine di Via Sopra Castello è nota come Conventino: alla fine del Seicento ospitò per pochi anni un gruppetto di suore francescane, mentre la chiesa, di cui resta l'impianto della facciata, restò in funzione sino alla bufera napoleonica, prima di trasformarsi anch'essa in abitazione. Nella foto rivediamo il complesso nella seconda metà degli anni '30: il fotografo forse non era un granché, ma la sua è una testimonianza preziosa per il fabbricato e il contesto che lo circonda: la strada di terra e ghiaia, il palo della corrente, il portone del portichetto (ha un battente aperto, ma la prospettiva inganna un po'), il cancello che chiudeva la via, le vecchie case sullo sfondo...

Già allora, e poi per tutto il Novecento, nel Conventino abitò Alfredo Rambaldi, cultore di storia locale, di cui ha raccolto infiniti documenti e disegnato – era anche amico del pittore Morandi – scene di vita. Ricordava che dalla porta al n. 9, l'ingresso dell'ex convento, partiva una lunga loggia con travi a vista fino al termine dell'edificio sul versante opposto, che andò purtroppo distrutta da un incendio, uno dei tanti, alla vigilia della seconda guerra mondiale. Ma non era il peggio, almeno per gli uomini: solo pochi anni, e la baracca degli attrezzi in un angolo del giardino sarebbe diventata casa per una famiglia di sfollati. Dietro quella che era la chiesetta si è invece conservato, chiuso sui quattro lati, un grazioso riposante cortiletto col pavimento di cotto che è probabilmente l'antico chiostro.

Anche qui non esisteva a quel tempo possibilità di uscita verso l'esterno del borgo, mentre ora, passando sotto il portichetto a lato (del vecchio portone sono rimasti i cardini), si arriva in Via Fosse, che conserva nel nome la propria origine, anche se poi segue un tracciato diverso. Se lo percorrete per duecento metri o poco più, potrete avere uno scorcio, che a noi piace molto, della parte terminale del borgo con la Colombaia, come appare nella foto recente e come appariva una volta per chi tornava dalla campagna, almeno finché non erano troppo alti i fusti della canapa.


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